miracle2016

D: “Perché oggi non ci sono miracoli evidenti, che gridano – senza ombra di dubbio – a tutto il mondo: Dio c’è!?”

Molti di noi vogliono motivi forti, presino schiaccianti, per credere in Dio. Alcuni credono nella sua esistenza perché è di grande effetto e per ragioni filosofiche (alcune presentate nella sezione L’esistenza di Dio). Altri credono in Dio per una preghiera esaudita, per il ruolo-guida che ha assunto nelle decisioni di tutti i giorni, o perché ha cambiato le strade delle loro esistenze.

Ma perché non dà prova di sé stesso in un modo così evidente, che le persone DEBBANO credere in lui? Una buona risposta è stata fornita da Philip Yancey nel suo libro, The Jesus I Never Knew (in particolare pp. 74-80).

Yancey afferma che Dio ci ha dato la libertà di credere in lui oppure no. Egli dice, “La mia fede soffre anche per la troppa libertà, per la troppe tentazioni a cui non credere. A volte vorrei che Dio mi travolgesse, per sconfiggere i dubbi con le certezze, e per darmi così delle prove definitive della sua esistenza e del suo interesse. Voglio un Dio senza ambiguità, sul quale poter contare per dare delle certezze ai miei amici dubbiosi.” Ma dice poi, “Più arrivo a conoscere Gesù, più sono impressionato da quello che [Dostoevsky] chiama il miracolo della moderazione.”

Gesù avrebbe potuto eseguire questi grandi, spettacolari miracoli, cosicché la gente gli avrebbe dovuto credere. Avrebbe potuto guarire intere città con una proclamazione di massa. Avrebbe potuto far comparire all’istante, davanti a loro, l’attuale Michigan Avenue di Chicago. Avrebbe potuto compiere un numero tale di miracoli incredibili, che la gente sarebbe stata costretta a credere in lui. Ma Dio sostiene sempre il libero arbitrio che ci ha concesso.

Yancey continua, “Ancora più sbalorditivo è il suo rifiuto ad esibirsi ed a sopraffarci. L’impressionante ostinazione di Dio per la libertà degli uomini è così assoluta che ci ha concesso la facoltà di vivere come se lui non esistesse, sputandogli in faccia, crocifiggendolo. Credo che Dio insista su tale moderazione perché non è con uno spettacolo pirotecnico di onnipotenza che otterrà ciò che desidera. Sebbene il potere possa costringere all’obbedienza, solo l’amore può chiamare un’altra risposta d’amore, che è l’unica cosa che Dio vuole da noi, e la ragione per cui ci ha creato”.

Se Dio avesse dimostrato davvero il suo potere in un modo assoluto, avrebbe potuto costringerci a credere nella sua esistenza. Ci avrebbe forzato all’ubbidienza verso di lui. Avrebbe potuto comandare qualsiasi cosa volesse. Ma Dio vuole che noi lo consideriamo come Padre, Amico, Confortatore, Consigliere, Signore — spontaneamente, non dietro costrizioni.

Lui ci ha dato più di una grande ragione per credergli (per es. vedi Oltre la cieca fede). Ma non ci costringe a conoscerlo. Anche Gesù dice, “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui” (Apocalisse 3:20). Entra nelle nostre vite, col nostro permesso. E se vogliamo sinceramente sapere se c’è, e come è fatto, lui ci permetterà di scoprirlo e conoscerlo.